martedì 9 febbraio 2016

#WORKINPROGRESS

Work in progress:








Si china ad alzare lo zerbino per prendere una copia di chiavi e inserirla nella serratura.
“Sotto lo zerbino? Un altro cliché” dico ironica. 
Con una mano sulla maniglia, apre la porta di casa e mi fa segno d’entrare. Sto per varcare la soglia, quando la sua mano mi afferra un polso e mi fa planare contro di lui. “Ci sono aspetti dove non seguo i cliché, principessa.”
Deglutisco, le sue parole impattano in ogni fibra del mio essere. Sento la sua mano marchiarmi la pelle, i suoi occhi frugarmi dentro. Lo desidero. Sono completamente rapita da lui. “Mostrameli” sussurro.
In un lampo chiude la porta e mi trovo spinta contro di essa, le sue mani ai lati della mia testa. “Non sono il classico ragazzo da presentare ai tuoi.” La sua bocca è quasi sulla mia, invitante.
Mi sfugge una risata amara. “Abbiamo più cose in comune di quanto pensi. Presentarti alla mia famiglia è l’ultimo dei miei pensieri.” 
Forse abbiamo entrambi così tante ferite, che una storia oltre al sesso non è nelle nostre corde. E questo fa sgretolare anche la mia ultima resistenza. E’ solo per una notte, mi ripeto sollevata.
Alzo una mano e accarezzo la linea decisa della sua mascella, i peli della barba che mi pizzicano le dita. “Non sono una principessa da salvare.”
Senza replicare, mi trovo le sue labbra incollate alle mie, le sue mani che mi afferrano con forza il sedere e mi attirano verso di lui. Sento la sua erezione contro il bacino e una scarica elettrica propagarsi in tutto il corpo. Mi avvinghio a lui, affondo le dita fra i suoi capelli, mentre le sue labbra mi divorano, con disperazione. Intensamente.
La sua lingua s’insinua dentro la mia bocca e attacca possessivamente la mia, facendomi sfuggire un gemito che echeggia nell’appartamento silenzioso.
Ci assaporiamo, ci divoriamo, sembriamo due animali allo stato brado. 

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