giovedì 28 luglio 2016

MY BOOKSHELF: Cross the line by Julie Johnson





RATE: 5 STARS




Vi è mai capitato di prendere in mano un libro senza grandi aspettative e poi, invece, si è rivelato una delle migliori letture dell’anno? Ecco, a me è capitato con Cross the line di Julie Johnson. Sono rimasta subito attratta dalla copertina e dalla trama; non avendo mai letto nulla della Johnson sono andata a spulciare Goodreads come al solito e ho letto solo recensioni positive.  
“Innamorarmi di Nate non è stato qualcosa di cui ero realmente conscia. È stato semplicemente qualcosa che ho sempre saputo, alla bocca dello stomaco, nel midollo delle mia ossa, in ogni angolo scuro e segreto della mia mente. Radicato così profondamente da non sapere come iniziare a sopraffarlo.”


Ho amato questo libro, tanto da non riuscire a mettere giù il kindle fino alla parola fine. Phoebe West è uno di quei personaggi femminili che non puoi non amare. Ironica, con gli attributi, peperina. Anche nelle situazione più drammatiche- tipo un rapimento- non si fa abbattere, anzi pensa a non rovinare le sue decolté firmate mentre scappa dal suo aguzzino. Ma come ha fatto a diventare ostaggio della mafia irlandese? Partiamo dall’inizio, con l’incontro tra Phoebe e Nate Knox. Lei ha cinque anni e sta piangendo in cortile per la morte di una tortora. A consolarla arriva lui, Nate, migliore amico del fratello. Phoebe gli racconta tra le lacrime che, secondo la madre, le tortore si scelgono per la vita, quindi è convinta che l’altra tortora stia morendo a causa del suo cuore spezzato. Quello stesso giorno i due bimbi si promettono di non innamorarsi, in modo da non morire d’amore.


“È stato scritto nelle mie stelle da quando avevo cinque anni, con una cotta per quel ragazzo della porta accanto, più vecchio di me e off limits.” 

Passano gli anni e Phoebe è sempre più innamorata di Nate, ma per lui lei non è altro che la sorellina off limits del suo migliore amico e un’adolescente con le gonne troppo corte e i tacchi troppo alti. Finché, finito il college, Nate entra nelle forze speciali e sparisce; così Phoebe decide di prendere in mano la sua vita e andare avanti, cercando di dimenticarlo per sempre.
“Le principali regole di indifferenza sono: non pensare a Nate. Non parlare di Nate. E mai, mai, parlare con Nate durante le poche riunioni di famiglia, in cui le nostre strade si incrociano. È un po’ come il mio personalissimo Fight Club, con l’unica eccezione che è meno violento e molto più patetico, dato che sono l'unico membro.” 

Gli affari malavitosi del padre però la mettono in pericolo e, nel pieno della notte, Nate irrompe nella sua casa per proteggerla. Da allora tra rapimenti e sparatorie i due saranno costretti a vivere sotto lo stesso tetto e ad affrontare i rispettivi sentimenti. Soprattutto Nate e finalmente capiremo come mai cerca in tutti i modi di allontanare Phoebe. Questo romanzo è il secondo della serie Boston Love, ma può essere letto come standalone. Il libro è interamente raccontato dal pov di Phoebe e se dovessi descriverla con un aggettivo sarebbe SPASSO. È impossibile non ridere con i suoi pensieri e la vorreste subito come migliore amica. Inoltre, all’inizio di ogni capitolo, ci sono delle “perle di saggezze” proprio della stessa Phoebe. Eccone una:


                  “Ho avuto un centinaio di fidanzati. Cosa importa se sono immaginari? Non giudicate il nostro amore.” 


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