SOCIAL MEDIA

lunedì 29 agosto 2022

 

NOTA DELL’AUTORE:
“Love Ever After” è una novella cross-prequel da leggere dopo la serie The Hurricane composta da So che ci sei, Il mio lieto fine sei tu e L’infinito è dopo noi. 
Questa novella non è un romanzo autoconclusivo.


Un tour mondiale.
Un’ultima data sold out.
Tre vite che si intrecciano.
Quattro minuti, il tempo di una canzone, che stanno per cambiare per sempre la vita di uno di loro.

Chesney McKenna dopo il diploma si ritrova a Nashville con pochi dollari in tasca, tanti sogni e una chitarra presa a noleggio. La vita sulla Music Row non è facile: delusioni, porte sbattute in faccia, demo inascoltate. Poi la sua carriera sembra spiccare il volo tanto che si guadagna in poco tempo in città il titolo di principe del country.
Ora si ritrova a New York, in una notte speciale che gli potrà cambiare per sempre la vita. Solo non sa che sulla sua strada sta per succedergli qualcosa che potrà mandare all’aria tutti i suoi sogni.

 



Cosa succede se il principe azzurro e il cattivo della storia sono lo stesso uomo?

Ethan Sanders è l’impavido editore di New York, il miglior game changer degli ultimi tre anni. I periodici per trader lo applaudono come il magnate del momento, le riviste di gossip lo dipingono come lo scapolo più ambito della città. 
A un passo dall’ottenere le redini dell’impero di famiglia, rischia però di perdere tutto a causa di uno scandalo che lo porta suo malgrado sotto i riflettori e che potrebbe metterlo completamente fuori dai giochi.

Sette settimane. Questo il tempo necessario per ripulire la sua immagine e convincere il consiglio d’amministrazione che lui è l’uomo giusto. 
Basta donne, feste e abbonamenti ai giornali scandalistici. 
Sembrerebbe un piano infallibile se la sua nuova assistente personale non fosse una spina nel fianco, un peperino brillante e testardo che riuscirà a mandare in tilt l’impenitente playboy.

Holland Underwood non vorrebbe fare da babysitter all’arrogante, freddo e fastidiosamente attraente principino di Manhattan. Ma ha bisogno di quel lavoro. Tanto non corre il rischio di innamorarsi di lui: puzza di vizi, snob e cuori spezzati fin da lontano. Sono incompatibili, non si sopportano e poi ha deciso di tagliare fuori gli uomini dalla sua vita. 

Peccato che la sfida che li accende ogni giorno in ufficio si trasformi ben presto in fuoco. Un fuoco che rischia di divampare e radere al suolo le barriere che hanno innalzato. 



martedì 22 dicembre 2020

BONUS - FINALE SO CHE CI SEI EDIZIONE SELF (2014)

 



Epilogo

 

 

Avevo le mani atrofizzate e la punta del naso ghiacciata, mentre digitavo senza sosta sulla tastiera del computer.

Controllai l'ora sullo schermo.

Ancora mezz'ora e quel venerdì infernale in ufficio sarebbe terminato. I programmi del weekend prevedevano cinema e pizza fuori con le ragazze per questa serata e due giorni alle terme con Melissa.

Ne aveva davvero bisogno.

Erano mesi ormai che lei e Alex provavano ad avere un bambino, ma la cicogna sembrava avesse preso il giro largo prima di arrivare a casa Caputi-Basso per lo sclero di mia mamma Adelina e il nostro che dovevamo sopportarla a ogni pranzo della domenica. 

Forse la cicogna aveva il terrore di incontrare mia madre sul tetto di casa.

Per sicurezza aveva regalato a mia sorella una scorta di test di gravidanza svaligiando tutte le farmacie del circondario. "Per ogni emergenza" diceva lei. 

Se mia sorella mi ascoltava avrebbe dovuto dire ai miei di essere incinta solo quando la pancia sarebbe stata impossibile da nascondere, altrimenti il mio primo nipotino avrebbe assorbito tutte le onde dei neuroni agitati dei futuri nonni. Mio papà si era già alzato di grado il suo ruolo: dal re della griglia era diventato il super nonno in cucina con tanto di stemma di Superman.

Ritornai alla mia relazione, quando il telefono dell'ufficio squillò.

“Dreams&Co, buongiorno” dissi in tono professionale.

“Caputi” tuonò una voce dall'altro capo della cornetta. “Quando imparerai che è una telefonata interna?”

Sabrina Rottweiler Kent con il suo solito cipiglio.

“Sì, scusi Sa..”

“Ti avevo chiesto quella relazione sulla mia scrivania entro le cinque” mi interruppe. “Sono quasi le sei e non ho ancora visto niente.”

Corrugai la fronte. “No, gliela ho inviata. Si vede che c'è un errore sul sistema e..”

“Non mi interessa, fammela avere.”

Tututututu.

Aveva già riagganciato.

Controllai la mia casella di posta, cliccai sulla email sotto processo e la invia – di nuovo-  a Sabrina. Con tanto di notifica di lettura.

Mi lasciai cadere sullo schienale della mia poltrona, il collo indolenzito a forza di scrivere al computer. Mi massaggiai la nuca con le mani, mentre giravo in tondo sulla mia nuova poltrona di pelle nera.

Non avevo avuto nessuna promozione, l'ufficio era rimasto lo stesso come la finestra con vista mattoni rossi, ma almeno La Rottweiler ora mi dava del tu ed ero riuscita a strapparle una poltrona nuova facendo leva sui miei cervicali.

Credetemi, ottenere quel sì era stato come scalare l'Everest col ciclo e una gamba ingessata.

Estenuante e doloroso.

Quando la sedia smise di girare il mio occhio cadde sul secondo cassetto della mia scrivania.

Ridussi gli occhi a due fessure mentre continuavo a chiedermi: “lo apro o non lo apro?”.

Toc Toc.

Il leggero bussare alla mia porta mi salvò in corner.